|
L’Amministrazione
Comunale di Roccascalegna non vuole dimenticare la tragedia che l’08
agosto 1956 colpì centinaia di famiglie italiane.
Quel
giorno anche la nostra piccola comunità pianse per la perdita di
sei concittadini (i fratelli Eligio – 35 anni - e Volante Di
Donato – 42 anni - , Antonio Di Pomponio – 50 anni - ed il
figlio Nicola – 27 anni - , Gabriele Travaglini - 28 anni - e
Mario Zinni – 26 anni).
Erano
emigrati in Belgio, come tanti altri, spinti dalla povertà e dalla
speranza di assicurare alle loro famiglie condizioni di vita
migliori.
Dal
1946 al 1957, dalle campagne italiane arrivarono in Belgio 140 mila
uomini, 17 mila donne e 29 mila bambini. I minatori belgi da tempo
ormai non scendevano più in luoghi così pericolosi, ma c’erano
gli italiani a sopperire.
Nel
1946 l’Italia e il Belgio firmarono una convenzione che prevedeva,
tra l’altro, l’invio di 2500 chili di carbone al mese ogni 1000
operai italiani emigrati.
I
giovani dell’Abruzzo, del Veneto, del Friuli, del Molise, della
Lucania, della Sicilia e della Sardegna partirono per il Belgio,
patendo ingiustizie ed emarginazione sociale.
I
lavoratori italiani erano “i musi neri di allora”, così
venivano chiamati per la polvere di carbone che ricopriva i loro
corpi; venivano avviati ad un lavoro pericolosissimo privi di ogni
preparazione e alloggiati in strutture fatiscenti.
Quei
lavoratori erano trattati come bestie, costretti a lavorare in
cunicoli alti appena 50 centimetri.
Marcinelle
era l’esempio di uno sfruttamento del lavoro che
contraddistingueva l’Europa di allora e che l’Europa d’allora
tollerava.
Dopo
il disastro il Governo italiano sospese il rinnovo del protocollo
tra Italia e Belgio, bloccando l’invio di minatori, dopo aver
chiesto a più riprese maggiori sicurezze per i minatori.
Il
mondo intero, accomunato dal dolore di quelle terribili giornate,
rimase indignato
dalle
condizioni disumane in cui i minatori erano costretti a lavorare e
reagì duramente per la salvaguardia dei diritti umani, diritti che
con la tragedia erano stati pesantemente calpestati.
Dopo
l’incontro avuto l’08 aprile 2004 con la
delegazione belga composta dalla Sig.ra Anne-Marie Boeckaert
(Consigliere provinciale – Province de Hainaut – e Consigliere
comunale di Charleroi), dal Sig. Lucien Cariat (Assessore di
Charleroi) e
dal
Sig. Nino Dal Gal (Presidente della miniera Bois du Cazier), i
Comuni di Roccascalegna e di Charleroi, il prossimo 12 agosto,
inaugureranno, alla presenza delle autorità, delle delegazioni e
dei familiari delle vittime, un monumento per ricordare ed onorare
il sacrificio dei minatori italiani vittime del lavoro e dell’emigrazione.
Alla
cerimonia saranno invitati:
-
Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia;
-
Rappresentanti della Regione Abruzzo;
-
Prefetti delle quattro province abruzzesi;
-
Rappresentanti delle quattro Amministrazioni provinciali;
-
Sindaci dei Comuni abruzzesi colpiti dalla tragedia di Martinelle;
-
Rappresentanti delle associazioni degli emigranti;
-
Parenti delle vittime.
L’installazione
di questo monumento, a quasi mezzo secolo dalla tragedia, vuole
anche testimoniare, in primo luogo alle nuove generazioni, il
silenzioso ed eroico coraggio di donne e uomini che, sacrificando la
propria vita, hanno contribuito non poco alla crescita del proprio
paese e di quelli che li ospitavano.
Il
ricordo di Marcinelle ha un grande significato etico. Oggi, il suo
valore è accresciuto dalle sfide che attendono la nostra società:
nuove forme di sfruttamento del lavoro, immigrazione, convivenza
civile, integrazione sociale, solidarietà tra i popoli.
Marcinelle
è stata da allora il simbolo dei sacrifici, delle umiliazioni
subite dalla nostra gente emigrata in tutte le parti del mondo.
Non
dimenticare è un dovere morale per tutti, affinchè tragedie come
quella di Marcinelle non possano e non debbano più ripetersi. Solo
così il sacrificio di quei lavoratori non sarà vano, solo così
renderemo onore vero a quei giovani morti e alle loro famiglie.
|